Lavorazione conto terzi Inox

Sgrassaggio

Lo sgrassaggio è un’operazione fondamentale per prevenire eventuali problemi di corrosione o macchie durante i trattamenti di decapaggio, lucidatura, satinatura. Residui di olii o di grassi possono infatti alterare l’efficienza di un bagno decapante, ma anche delimitare zone di minore conduttività elettrolitica all’interfase metallo/soluzione durante un trattamento elettrolitico. Lo sgrassaggio può essere effettuato con solventi organici sfruttando il principio chimico “il simile scioglie il simile” o con solventi alcalini o acidi in base acquosa. In questo secondo caso si agisce sulla parte idrofilica del composto. Ricerca Chimica ha promosso da parecchi anni una campagna di sostituzione dei tradizionali solventi clorurati per due motivi: la nocività intrinseca dei prodotti classici e la potenziale dannosità di molecole clorurate su certi tipi di manufatti. In questo senso gli sforzi di Ricerca Chimica si sono concretizzati nella Green Line divisione sgrassaggio, in cui una ampia gamma di prodotti esenti da specie fluorurate, nitrate, clorurate viene proposta per ogni tipo di esigenza. Gli sforzi sono stati indirizzati verso l’utilizzo di acidi organici naturali per garantire non solo la degradabilità ma anche il basso impatto tossicologico.

Decapaggio

Per decapaggio si intende un’operazione chimica atta a rimuovere e disciogliere ossidi superficiali presenti sui pezzi, come per esempio la ruggine sul ferro, le scorie inquinanti, gli ossidi di saldatura o gli ossidi di ricottura. Questa operazione chimica viene effettuata per la maggior parte dei casi in processi ad immersione utilizzando acidi inorganici forti (acido solforico, nitrico, cloridrico) diluiti in acqua. Le vasche che si utilizzano sono normalmente costruite o rivestite in materiale antiacido resistente al tipo di composto utilizzato. Il decapaggio permette di rimuovere inoltre lo strato di acciaio impoverito in cromo a causa delle alterazioni subite dal materiale durante il trattamento (strato decromizzato). Se le operazioni di saldatura, impoveriscono l’acciaio di cromo a tal punto da scendere sotto il tenore di riferimento del 12%, il materiale perde le sue caratteristiche di inossidabilità. Il trattamento di decapaggio agisce chimicamente, ma anche meccanicamente per effetto dell’azione delle bolle di idrogeno sviluppatesi durante il processo, che vanno ad agire sugli ossidi di ferro (wustite, magnetite, ematite). Ricerca Chimica ha da tempo sostituito il processo tradizionale di decapaggio nitrico/fluoridrico con quello eco-compatibile privo di acido nitrico. L’assenza di emissioni di tipo NOx in atmosfera ha non solo ridotto l’inquinamento, ma ha al tempo stesso reso meno pericoloso il lavoro dell’operatore. L’attenzione dell’azienda è rivolta oggi soprattutto verso la tutela del lavoratore, per questo la nascita della Linea Verde riteniamo sia destinata a soppiantare completamente e breve termine i trattamenti tradizionali. Ricerca Chimica propone un trattamento di decapaggio su acciaio inossidabile austenitico, ferritico, martensitico, inconel, hastelloy,.e numerosi altri materiali, con attenzione alle leghe di rame e alluminio.

Passivazione

La passivazione è un trattamento importantissimo perché permette di riportare un manufatto in acciaio alle sue caratteristiche di inossidabilità originarie. L’immersione in bagni passivanti permette non solo di allungare la “vita del manufatto”, ma anche di rimuovere le eventuali tracce di inquinante dovute a precedenti lavorazioni (soprattutto meccaniche). Per questo il trattamento di passivazione viene spesso detto “decontaminazione”. Le leghe di Cromo quali gli acciai inossidabili sono scelte quasi esclusivamente per le applicazioni in campi che coinvolgano ambienti corrosivi. Questi acciai sono selezionati, in particolare, per la loro capacità di resistere all’attacco chimico senza grossi costi aggiuntivi di protezione. Tale resistenza deriva dalla struttura unica e inimitabile della superficie della lega. La superficie esposta all’ambiente corrosivo è ricoperta da uno strato di film passivo, che è semplicemente costituito dall’ossido di Cromo, che a sua volta è parte integrante della lega stessa. Sebbene questo film si formi e riformi rapidamente, è assai sensibile ai contaminanti (residui metallici derivanti dai trattamenti di produzione/fabbricazione, sporco, polveri). Tali residui possono iniziare l’attacco aggressivo sul manufatto in questione e farne decadere le proprietà tecnologiche.

Elettrolucidatura

L’elettrolucidatura è un processo elettrochimico di asportazione di materiale metallico; in un certo senso può essere considerato come la tecnica opposta della elettro-deposizione. Non appena viene chiuso il circuito, la corrente incomincia a circolare nel sistema e sulla superficie metallica si deposita un film anodico. Sotto particolari condizioni, si ritiene essere proprio questo film anodico, il responsabile del livellamento e della lucidatura della superficie. La tipologia e la natura di questo film e le condizioni operative determinano se la lucidatura e il livellamento avvengono contemporaneamente o in modo indipendente l’uno dall’altro; è infatti importante ricordare che uno non implica l’altro. Oltre al film anodico ci sono altri fattori che influenzano il risultato finale. Tra questi si ricorda, l’agitazione meccanica del sistema per insufflaggio di aria o per rotazione dell’anodo, il riscaldamento del sistema (con controllo termostatico della temperatura), la densità di corrente applicata (o voltaggio). Al crescere del voltaggio, cresce anche la densità di corrente, fino ad un punto critico, in cui la corrente diminuisce bruscamente, mentre la differenza di potenziale continua a crescere (potenziale di prima passivazione). Oltre questo punto la corrente rimane quasi costante all’aumentare del potenziale. Si parla di “stadio di passivazione”, in cui il materiale si ricopre di uno strato di ossido che lo protegge dall’attacco corrosivo della corrente anodica. L’estensione di questo intervallo in cui la corrente rimane costante è variabile a seconda delle condizioni operative e del materiale, quando il potenziale raggiunge il valore critico di transpassivazione, la corrente riprende a crescere proporzionalmente al voltaggio, raggiungendo successivamente un valore limite in cui lo sviluppo di gas diviene preponderante rispetto alla dissoluzione del metallo. L’elettrolucidatura avviene solo quando la densità di corrente è più alta di quella che si ha al punto critico (corrente corrispondente al potenziale di prima passivazione). La maggior parte delle tecniche di elettrolucidatura sfruttano la corrente continua, anche se numerosi articoli di recente pubblicazione sembrano appoggiare l’uso della corrente alternata sotto particolari condizioni. I valori solitamente utilizzati sono 1-10 A/cm2.

Lucidatura Meccanica

Ricerca Chimica INOX SERVICE è in grado di effettuare lavorazioni di lucidatura meccanica sia manuale che attraverso l’utilizzo di attrezzature automatizzate. Il risultato finale viene sottoposto a rigorosi controlli che garantiscono l’elevato standard qualitativo delle nostre lavorazioni.

Granigliatura

Il trattamento meccanico di granigliatura permette di ottenere finiture superficiali particolari di gradevole aspetto estetico. Manufatti granigliati e/o pallinati presentano un’elevata rugosità particolarmente ricercata negli ambienti architettonici e di modern design.